Il profumo è parte della cultura dell’umanità da più di 6 mila anni. Nell’antichità si bruciavano incensi, legni e cortecce come offerte religiose alle divinità. Gli Egizi profumavano i defunti durante il rito dell’imbalsamazione per favorire l’elevazione della loro anima. I Romani diffusero l’uso del sapone per lavarsi e gli Arabi perfezionarono l’arte della distillazione per ottenere elisir floreali.

La storia di come sono nati i profumi è lunga e indissolubilmente legata alle emozioni più profonde che l’olfatto, se stimolato, evoca. Questo senso è collegato alle sensazioni e ai ricordi, basta un odore familiare e veniamo trasportati in un momento preciso del nostro passato.

Ma cosa c’è dentro a una boccetta di profumo? A differenza dei cosmetici, non è obbligatorio indicare tramite l’INCI l’elenco completo delle sostanze che contiene. L’ingrediente principale è l’alcol etanolo, che può essere di origine vegetale o petrolifera (quest’ultimo irritante e potenzialmente cancerogeno). Troviamo anche una piccola percentuale di acqua, agenti sequestranti, chelanti e antiossidanti. Di solito quelli più utilizzati risultano tossici e inquinanti. Stesso discorso per alcune fragranze sintetiche.

Ecco perchè è meglio optare per i profumi naturali, di origine vegetale, con oli essenziali. Sono sicuri, non impattano sull’uomo e sulla natura e non coprono l’odore della nostra pelle. Come riconoscerli e dove trovarli? Un profumo certificato biologico è molto affidabile e si può trovare in canali di vendita specializzati, come alcune erboristerie e negozi di prodotti biologici.

Foto | Florit0 su Flickr